A casa di Claudia
La sorella:
“Siamo orgogliosi”di Roberto Puglisi
La casa (quella vera) di Claudia Perna è in via Rocky Marciano, allo Zen 2. Qui, in questo concentrato di disagi sociali da manuale, nascono inaspettati fiori di campo, come nelle canzoni di De Andrè
Claudia appartiene alla semina buona che punteggia il buio del quartiere con le sue corolle luminose. Ma non c'è solo lei. C'è un popolo minuto di persone perbene, di lavoratori, di volontari. Sono il volto buono dell'inferno. Da queste parti, sul marciapiede opposto, c'era un'altra ragazzina che disse: "Se avessi una pistola mi sparerei. Che ci sto a fare in questo mondo?". I giornali la chiamarono “Baby prostituta” per comodità di titolazione. La madre la vendeva ai clienti per venti euro. Lo Zen reagì. Spuntarono scritte sui muri contro l'oltraggio.
Claudia abita qui, nella strada che ricorda un pugile e che è incastonata nello Zen 2. Il numero significa che è la zona peggiore del peggio, la palude più putrefatta, il ghetto irredimibile. Ma il sorriso di Claudia è nato qui, come un fiore di campo seminato e protetto da un dio benigno. Per questo la ragazza dello Zen, all'ingresso nella casa del Grande Fratello, sembrava “più vera” dei suoi colleghi-concorrenti. Gli altri vengono da esistenze coccolate dalla tv che ne ha deformato gusti e sembianze, fino a renderli immagini, puri frutti televisivi. Gli altri hanno vissuto per quel momento benedetto dall'officiante, Alessia Marcuzzi. Per una che viene da via Rocky Marciano e ha conservato il coraggio di sorridere, il GF è solo un passaggio divertente, un gioco. La vita è un'altra cosa.
Il “Giornale di Sicilia” ha intervistato Marianna Perna, sorella di Claudia: “Quando l'ho vista entrare nella casa e ho sentito il suo urlo liberatorio, mi sono rasserenata. Le persone dello Zen sono entusiaste per ciò che Claudia sta facendo e vivendo. Quello che spero è che, attraverso mia sorella, arrivi un segnale preciso. Lo Zen è un quartiere difficile, ma ci vive brava gente che studia e lavora onestamente”.
Salvo, il fidanzato, preferisce restare in disparte. Al telefono è cortesissimo, commosso e di poche parole: “Voglio ringraziare tutti per l'affetto che stanno dimostrando”.
Qui, in via Rocky Marciano, la sera è la dimora di quelli che possono permetterselo. E' il posto con la più alta concentrazione di pusher. Le siringhe sono un tappeto. Lo spaccio avviene tranquillamente, alla luce della luna. E' un'attività fiorente.
I ragazzi di strada – l'associazione fondata da Claudia con Dario Pennino – tenta di strappare i bambini al tritacarne, per indirizzarli verso un altro futuro. Non è facile. Qui ti svegli e vedi sempre lo Zen, con le sue casette assurde e diroccate, con le sue facce segnate. Non tutti hanno la speranza. Non tutti hanno la pazienza necessaria per cercare, nel letame, il riflesso di un fiore di campo.
Palermo, 15 gennaio 2009
Fonte: http://www.ilove-sicilia.it